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Come prevenire le perversioni (Prof. Iasevoli)

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Come prevenire le perversioni (Prof. Iasevoli)

Messaggio Da Admin il Lun 12 Apr 2010, 21:58


Una maggiore osservazione psicologica serve a prevenire le perversioni in danno dei deboli
del Professor Gennaro Iasevoli, docente universitario di psicologia


Per i mali psichici che affliggono il comportamento umano e non risparmiano le istituzioni universali o le grandi e piccole istituzioni amministrative, occorrono solo interventi psicologico-clinici, morali, spirituali e giudiziari, al fine di una maggiore selezione di individui responsabili.

Premesso che:
1) la medicina non si ferma, né si ritira impaurita di fronte ai malanni esiziali né di fronte alle epidemie più perniciose, ma avanza senza sosta ed a ogni costo con i suoi migliori talenti, coraggiosamente di fronte ad ogni sfida,
2) la psicologia e la psichiatria sono a conoscenza dello sviluppo “autogeno” (perché si manifestano all’improvviso senza una causa osservabile) delle “perversioni comportamentali” relativamente innocue e delle “perversioni criminali” devastanti, sempre in agguato; tali patologie raramente colpiscono gli uomini e le donne di ogni condizione e di ogni ceto, indipendentemente dai ruoli e dai compiti svolti; ad oggi non ci sono teorie accettate scientificamente sulla loro genesi, ma soltanto una serie di illazioni e sospetti riguardanti gli effetti negativi dello stress, in presenza di gravi complessi, di forti ossessioni e fobie, immaturità psicologica, fragilità mentale, instabilità mentale, promiscuità, degrado, inedia ed altro; pertanto viene da chiedersi perché non si insista maggiormente attraverso i controlli psicologici preventivi e continuativi;
3) la religione prevede l’importanza della lotta alla diffusione della superbia umana, delle tentazioni e delle perversioni peccaminose e criminali; persino nelle sacre scritture si paventa la punizione di uomini perversi “con una pietra al collo che li tenga stabilmente sul fondo del mare”, affinché non danneggino i più deboli;
4) le leggi dello Stato sono ampiamente esplicite sui eventuali danni causati dai funzionari e prevedono severe pene per i trasgressori dei compiti affidati, in caso di peculato, concussione, mobbing, abuso.

Viene quindi da pensare, in scienza e coscienza, che non bisogna abbassare la guardia sul controllo dei comportamenti umani perché, nonostante tutte le precauzioni possibili, le perversioni sono, anche se in minima percentuale, sempre pronte ad emergere e a mostrarsi con tutti gli effetti devastanti.

Sul piano clinico, indipendentemente dal giudizio morale, religioso o legale, trattasi di malati che una volta perduto il senso di autocontrollo, attuano con automatismi feroci le loro impietose devastazioni. Vanno individuati, puniti e controllati finché, sottoposti a terapie di recupero, possano dare segni affidabili di miglioramento stabile.

Per non indurre la restante popolazione mondiale alla disperazione di fronte a tali manifestazioni patologiche della natura umana, bisogna coltivare la speranza con le due ali di “scienza e fede” per fare in modo che attraverso la prevenzione psico-medica e la vigilanza spirituale si possano guidare i responsabili delle istituzioni laiche e religiose sul binario del bene e della rettitudine.

Non sarebbe troppo oneroso o troppo fastidioso migliorare ed aumentare i controlli psicofisici delle persone che hanno incarichi “sensibili”, cioè delle persone che gestiscono le risorse umane più delicate o trovasi a contatto con i deboli, anche perché con gli interventi psicologico-clinici, morali, spirituali si eviterebbero prima di tutto tante sofferenze ai più deboli e gli strascichi giudiziari e le pene per gli autori dei crimini.

Anche i politici ed i ministri della fede devono essere salvaguardati nel loro benessere psichico; in ultima analisi le problematiche psicologiche di chi si accinge ad esercitare le missioni professionali complesse sono sempre le stesse, anzi possono addirittura aumentare, senza beneficiare del valore aggiunto dalla condizione operativa privilegiata.

Pertanto bisogna puntare sulle scienze psicologiche nella loro utile funzione biomedica , senza dare ad esse significati ultrattivi e prevaricanti la sensibilità dell'essere o gli obiettivi spirituali.
Nel rivalutare l’uso della psicologia nel campo della salute umana, quale sostegno funzionale della mente, occorre determinarne, calibrarne e circoscriverne l'uso strumentale.

Qualcuno, infine, per quanto riguarda i problemi educativi di casa nostra, cerca di spiegare le ragioni delle cadute di tono della scuola italiana, che secondo la pedagogia neotomistica, sono
determinate, in maniera eclatante e generalizzata da fattori negativi:
1) la metodologia scolastica nel secondo novecento perde tutto l'entusiasmo che accompagna la ricerca psico-pedagogica e didattica tipica del primo novecento e si trasforma in teoria dei sistemi in cui l'individuo rispecchia il pensiero collettivo, escludendo la pedagogia della motivazione, il personalismo, gli studi dell’imitazione, dei valori e dei principi etici;
2) non vengono censiti, dagli anni settanta, i principi etici, non si sa quali
sono, non si sa chi li sceglie, non si sa se bisogna trasmetterli, non si sa se i docenti li debbano possedere, non si sa quale docente di quale disciplina li dovrà diffondere;
3) la Carta Costituzionale Italiana, viene letta superficialmente, storpiata in molti casi a proprio piacimento ponendo l’attenzione soltanto sui primi due righi di ogni articolo trattato (cioè la parte descrittiva del diritto)ed omettendo la riflessione sulla seconda parte di ciascun articolo (cioè la parte descrittiva degli obblighi che precedono il diritto da fruire.

Comunque, secondo più recenti esperienze, per mettere in chiaro e completare con sufficiente precisione il “quadretto delle tendenze psicologiche personali” di un qualsiasi individuo si devono individuare alcune tendenze prevalenti, tra quelle indicate nella seguente tabella sulle tendenze, riguardanti:
• sport (individuale, di squadra, estremo, tifoso assiduo, demotivato, non segue)
• condotta spirituale/professionale/lavorativa (normale, incostante, problematica)
• sesso (normale, iper-attivo, particolare -stesso sesso-, multietnico, demotivato, perverso)
• dipendenza (fumo, alcool, droga, non fa uso)
• gioco (divertimento, azzardo, demotivato,non segue)
• tempo libero (attività particolare, riposo, viaggi, compagnia, incontro)
• letture (descrizione delle letture opzionali)
• amicizia (descrizione degli amici)
• religione (motivazione, demotivazione, costanza, incostanza)
• politica (motivazione, demotivazione, costanza, incostanza),
• abitudini e disturbi alimentari (funzioni alimentari normali o compromesse da anoressia e bulimia).

Raccogliendo ed incrociando i dati dell’osservazione psicologica sulle tematiche, riportate nella suddetta tabella multifattoriale, si giunge agevolmente alla chiara individuazione dei comportamenti normali, patologici e delinquenziali delle persone.
Per indicare numericamente quante siano le persone che hanno tendenze strane e che nascondono obiettivi insensati, ricorro ad un piccolo modello statistico, preso a prestito, per “traslato”, dalla biologia animale: per contare tutti i topi della Terra bisogna moltiplicare per un numero X il numero di quelli che si riescono a vedere per la strada; così, per contare sulla Terra le persone con tendenze strane, bisognerebbe moltiplicare per un numero X il numero di quelle che vengono scoperte. Sebbene si possa trattare di una cifra consistente e pericolosa non è preponderante e può essere percentualmente affrontabile sul piano emendativo e terapeutico, poiché il numero X oggi è ancora incerto e soprattutto variabile.


Il Prof. Gennaro Iasevoli è docente di Psicologia Giuridica all'Università Parthenope di Napoli. Già esperto di psicopedagogia e psicologia dello sport si è interessato per anni dei problemi giovanili in qualità di capo d'Istituti d'Istruzione Superiore.

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