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L'importanza di scrivere: la scrittura catartica

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L'importanza di scrivere: la scrittura catartica

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Lun 12 Mag 2008, 20:11

Probabilmente già esiste una disciplina con questo nome. O forse esiste la stessa intenzione con un nome diverso.

In origine la parola catarsi si riferiva ad antichi cerimoniali religiosi di purificazione.
E in filosofia veniva intesa come purificazione dell’anima dai mali interiori.
Freud invece intendeva la catarsi come liberazione di emozioni rimosse, e di tensioni e ansie grazie al recupero di pensieri o ricordi attraverso la tecnica psicoanalitica.

Inteso in senso più ampio la catarsi viene a essere  tutto ciò che può essere definito liberatorio di tensioni interiori, come esternare i propri contenuti emotivi attraverso una elaborazione che può essere verbale, come avviene in un discorso, ma anche e soprattutto artistica, attraverso una produzione creativa.

La scrittura catartica viene a inserirsi quindi in tal contesto. E' l'atto di trasferire su pagine di diario eventi, emozioni e determinati stati emotivi che possono essere causa o effetto di sofferenze interiori è modo per non accumulare difficoltà e angosce e allentare la tensione.

Spesso però accade che lo sfogo emotivo resti esclusivamente fine a se stesso, come in certe lunghissime conversazioni piene di pathos sui propri vissuti. Oppure ancor più di frequente avviene che un ricordo, una situazione, un legame affettivo, è talmente carico di contenuti emotivi che risultano ingestibili e devastanti, ed allora quasi in automatico, si preferisce "dimenticarli" attraverso il principe dei meccanismi di difesa dell'Io: la rimozione.
Ma i contenuti dolorosi vanno compresi ed elaborati e non semplicemente "dimenticati", perché quel che viene cancellato dalla coscienza, rimane attivo e presente nell'inconscio, condizionando pensieri e azioni.  
In pratica quel che viene cacciato dalla porta ricompare dalla finestra.

Uno dei sistemi quindi per elaborare i propri malesseri è la scrittura.

E' possibile utilizzando la scrittura, arrivare ad una maggiore comprensione di sé e degli eventi occorsi fino alla rielaborazione di alcuni nodi emotivi.

Ma in che modo, attraverso la scrittura, si può giungere ad una comprensione profonda e a scorgere quindi soluzioni costruttive?

Si può iniziare prendendo spunto da un particolare.
Non è necessario, ad esempio, scrivere la storia della propria esistenza - un’impresa davvero ardua e intensa! - oppure il resoconto dettagliato di un evento traumatico, ma si può iniziare focalizzando l’attenzione su un particolare, il dettaglio di un evento, la caratteristica di una persona, o anche sul proprio vissuto di un attimo.
Basta iniziare. Piccole storie che riportano a Sé.

Oppure se l'intensità dei contenuti emotivi è causa di turbamento, è ugualmente utile inventare una storia. Un racconto. Trattare di un problema in terza persona, come appartenente a un personaggio immaginario e a cui si fa vivere un proprio vissuto o un evento anche solo desiderato.

Ma per esser catartica e risolutiva di una tensione, la storia deve avere un inizio, uno svolgimento ed un finale.
Un finale possibilmente costruttivo, ma non necessariamente.
Occorre lasciare la propria fantasia libera di agire, e con sorpresa si vedranno i propri contenuti venir fuori, senza alcuna forzatura, e magari chissà... si potranno scoprire nuove modalità per procedere nel proprio cammino.

Scrivere è comunque sempre una catarsi, una rivisitazione di sé, della propria storia e dei ricordi, spesso dolorosi o conflittuali, ma pur sempre ricordi che costituiscono l’entità e l’intimità del proprio vissuto.
E man mano poi si scopre che anche quando s'intende scrivere un semplice racconto, una storia astratta, è sempre una parte di sé che muove i fili della storia, e del suo significato. Magari in un modo del tutto inconsapevole che può indurre anche lo scioglimento del conflitto.
Perché può accadere che l'ansia si dissoci dall'evento, che visto in altra luce, può assumere un differente significato.

Per questo motivo spesso invito a scrivere.
Piccole cose ma significative. Basta un particolare, una sensazione, a volte una emozione.
La scrittura catartica quindi come possibile input risolutivo di un problema interiore.

Dott. Assunta Paliotti

Dott. A. Paliotti

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